Io sono. Storie di Schiavitù

  • Regia: Barbara Cupisti
  • Paese: Italia
  • Anno: 2011
  • Soggetto: Barbara Cupisti, Patrizia Todaro
  • Sceneggiatura: Barbara Cupisti, Patrizia Todaro
  • Fotografia: Bruno Fundarò
  • Musiche: Rudy Gnutti, Vittorio Giannelli
  • Montaggio: Erika Manoni
  • Una produzione: Faro Film in collaborazione con Rai Cinema
  • Ufficio stampa: Vera Usai
  • Distribuzione: Non ancora disponibile
  • Uscita in sala: Non ancora disponibile

REGIA DI BARBARA CUPISTI

 

61 min. - colore

 

SINOSSI


Sono storie di quotidiana schiavitù quelle dei protagonisti: Mohammad, arrivato in Italia a 14 anni, lavora e studia per ripagare la cifra dovuta per il suo viaggio; Dadir, dalla Somalia approda in Italia dopo aver pagato il passaggio ben quattro volte; Solomon, ex bambino soldato fuggito dalla guerra in Somalia; Elizabeth, che è riuscita a ricostruire la sua vita, dopo aver denunciato i propri sfruttatori. E poi le vicende di Kabir, Jennifer, Julia e tanti altri. Arrivano in Italia spinti dalla fame, dalla miseria, dalle guerre o dalla ricerca di una propria identità, pagando cifre sproporzionate per il viaggio a organizzazioni illegali e criminali. Desiderando migliorare il proprio futuro, una volta arrivati, si trovano invece a lavorare in nero, sottopagati o addirittura costretti a prostituirsi per restituire l’ammontare del loro debito. Da Crotone a Napoli a Roma per raccontare queste storie seguendo i versi della poesia Profezia di Pasolini.

 

NOTE DI REGIA

 

Questo è un viaggio nelle emozioni e nei ricordi delle persone che hanno subito il più spregevole dei traffici: quello degli esseri umani. Proprio per questo ho cercato di ri-dare un “sé” a coloro che ho incontrato. Guardare i loro volti, ascoltare i loro racconti mi è sembrato l’unico modo per farli uscire dall’”invisibilità” che rende impossibile la rivendicazione dei loro diritti. Ho deciso quindi di soffermarmi sui primi piani, sugli sguardi, sui silenzi che normalmente sfuggiamo per la nostra indifferenza. Laddove per motivi di sicurezza ciò non sia stato possibile, li ho raccontati attraverso le loro mani, i dettagli, i loro corpi. Profezia di Pasolini è stata la mia guida in questo “mondo sotto il mondo”.



Barbara Cupisti