L'uomo che verrà

  • Regia: Giorgio Diritti
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Italia
  • Anno: 2010
  • Soggetto: Giorgio Diritti
  • Sceneggiatura: Giorgio Diritti, Giovanni Galavotti, Tania Pedroni
  • Fotografia: Roberto Cimatti
  • Scenografia: Giancarlo Basili
  • Costumi: Lia Francesca Morandini
  • Musiche: Marco Biscarini, Daniele Furlati
  • Montaggio: Giorgio Diritti, Paolo Marzoni
  • Ufficio stampa: Vera Usai
  • Produttori: Simone Bachini, Giorgio Diritti
  • Una produzione: Aranciafilm e Rai Cinema
  • Distribuzione: Mikado Film
  • Uscita in sala: 22 gennaio 2010

REGIA DI GIORGIO DIRITTI

 

117 min. - colore


SINOSSI

Inverno, 1943. Martina ha 8 anni, vive alle pendici di Monte Sole, non lontano da Bologna, è l'unica figlia di una famiglia di contadini che, come tante, fatica a sopravvivere. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare.
Nel dicembre la mamma rimane nuovamente incinta. I mesi passano, il bambino cresce nella pancia della madre e Martina vive nell'attesa del bimbo che nascerà mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre più difficile. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il piccolo viene finalmente alla luce.
Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.


CAST

Maya Sansa Lena 
Alba Rohrwacher Beniamina
Claudio Casadio Armando
Greta Zuccheri Montanari Martina
Stefano Bicocchi il Signor Bugamelli
Eleonora Mazzoni la Signora Bugamelli
Orfeo Orlando il mercante
Diego Pagotto Pepe
Bernardo Bolognesi il partigiano Gianni
Stefano Croci Dino
Zoello Gilli Dante
Timo Jacobs Ufficiale medico SS
Germano Maccioni Don Ubaldo
Thaddaeus Meilinger Capitano SS
Francesco Modugno Antonio
Maria Grazia Naldi Vittoria
Laura Pizzirani Maria 
Frank Schmalz Ufficiale Wehrmacht
Tom Sommerlatte Ufficiale SS
Raffaele Zabban Don Giovanni

 

NOTE DI REGIA


Un’occasione per rilanciare la necessità di dialogo e comprensione; una voce data agli innocenti cui hanno rubato la vita, ai martiri dei conflitti che da allora si sono susseguiti fino ad oggi, perché dal loro sacrificio ogni uomo si senta responsabile e si attivi per il miglioramento della società e in ognuno nasca un forte bisogno di pace.

 

Giorgio Diritti