Faber in Sardegna & L'ultimo concerto di Fabrizio De André

  • Regia: Gianfranco Cabiddu
  • Paese: Italia
  • Anno: 2012
  • Soggetto: Gianfranco Cabiddu
  • Sceneggiatura: Gianfranco Cabiddu
  • Fotografia: Enzo Carpineta
  • Musiche: Fabrizio De André
  • Montaggio: Letizia Caudullo
  • Una produzione: Clipper Media
  • Ufficio stampa: VIC Communication
  • Distribuzione: Microcinema Distribuzione
  • Uscita in sala: 04-06-15

FABER IN SARDEGNA
 

REGIA DI GIANFRANCO CABIDDU
 

119 min. / Documentario
 

PERSONAGGI CHE COMPAIONO NEL FILM “FABER IN SARDEGNA”
 

Dori Ghezzi (moglie di Fabrizio De Andrè)
Renzo Piano (architetto amico di De Andrè)
Cristiano De André (figlio di Fabrizio De Andrè)
Franco Macciocco (commercialista e uomo di fiducia De Andrè)
Paolo Casu (dirigente Ente Foreste della Sardegna, amico famiglia De Andrè)
Filippo Mariotti (fattore dell’Agnata fin dall’origine, poi con i De Andrè per 27 anni)
Don Salvatore Vico (parroco Agnata, mediatore con i rapitori di De Andrè)
Ingegner Giuseppe Viscale (segue tutti i lavori nella tenuta dell’Agnata)
Paola Scano (insegnante, amica famiglia De Andrè)
Agostino Zizi (operaio agricolo e cuoco nella tenuta dell’Agnata)
Tonina Puddu (cuoca e governante della tenuta dell’Agnata)


MUSICISTI E ARTISTI CHE HANNO PARTECIPATO AI CONCERTI ALL’AGNATA
 

Paolo Fresu
Danilo Rea
Morgan
Gianmaria Testa
Lella Costa
Maria Pia De Vito
Rita Marcotulli
Teresa De Sio
Ornella Vanoni
Cristiano De Andrè

 

L'ULTIMO CONCERTO DI FABRIZIO DE ANDRÉ


TRACK LIST


Creuza de ma (Intro Faber in Sardegna)
Dolcenera
A Cumba
Khorakhané
Anime Salve
Ho visto Nina volare
Smisurata Preghiera
Medley (Il sogno di Maria, Tre Madri, Il testamento di Tito, Infanzia di Maria)
Via del Campo
Il Pescatore


I MUSICISTI


Cristiano De André – corde, archi, voce
Ellade Bandini – batteria
Stefano Cerri – basso
Mario Arcari – fiati
Rosario Jermano – percussioni
Mark Harris – direttore musicale tastiere
Michele Ascolese – corde
Giorgio Cordini – corde
Luvi De André – voce
Laura De Luca – voce, flauto
Danila Satragno – voce, fisarmonica, tastiere

 

 

LA TROUPE
 

Regia teatrale e light designer – Pepi Morgia
Regia video live – Mimma Nocelli
Regia editing – Cesare Pierleoni

 

Brani estratti dal Concerto integrale registrato presso il Teatro  Brancaccio di Roma il 13 e 14 febbraio 1998. Una produzione Nuvole Production e MG Produzioni
 

Per gentile concessione Dori Ghezzi – Fondazione Fabrizio De André, Le Nuvole Productions


SINOSSI


“Faber in Sardegna & L’ultimo concerto di Fabrizio De André” è il film dalla doppia anima, che unisce armoniosamente il racconto del complesso rapporto tra Fabrizio De André e un luogo speciale come l’Agnata e la Sardegna, con l’ultimo indimenticabile concerto del cantautore genovese, ripreso dal vivo al Teatro Brancaccio di Roma e disponibile ora in una versione mai vista prima, restaurato e rimasterizzato in ultra HD con audio 5.1.

La prima delle due anime, “Faber in Sardegna”, alterna passato e presente. Il passato evocato dalle rare immagini d’archivio che lo ritraggono all’Agnata, fotografie e spezzoni di filmati familiari, testimonianze che raccontano un De André privato e intimo, mettendo in luce la vita di un uomo che, smessi i panni dell’artista conosciuto da tutti, indossa quelli dell’allevatore e del contadino. Tra le interviste, varie personalità della cultura - tra cui Renzo Piano - e della musica e molti amici sardi del cantautore.

Il presente che va oltre il tempo concentrandosi sulla sua musica, suonata oggi dai tanti musicisti che ogni anno all’Agnata danno vita a concerti unplugged. Nel film, molti sono i musicisti ripresi dal vivo, durante i vari concerti all'Agnata organizzati dal Festival Time in Jazz in collaborazione con la Fondazione De Andrè (dal 2005 al 2011), e che rendono omaggio al cantautore: tra questi, insieme a Cristiano De André, ci sono Morgan (autore di una commovente versione di “Canzone dell’amore perduto” al pianoforte), così come Paolo Fresu, Danilo Rea, Gianmaria Testa, Lella Costa, Maria Pia De Vito e Rita Marcotulli.


Il film sfocia, attraverso la vita di Faber, ne “L’Ultimo concerto di Fabrizio De André”, ultima performance dal vivo interamente ripresa dalle telecamere al Teatro Brancaccio di Roma, nel febbraio 1998, meno di un anno prima della sua scomparsa. Il concerto rievoca quell’atmosfera senza tempo e così speciale a cui solo Faber sapeva dar vita. Brani celebri come Crêusa de mä, Dolcenera, Khorakhané, A Cumba, Anime Salve, Il testamento di Tito, Tre Madri, Via del Campo e Il Pescatore vengono introdotti da un De André emozionato di fronte al pubblico entusiasta e, allo stesso tempo, estasiato nell’ascoltare i suoi pensieri tradotti in parole e musica. Sul palco, accompagnano il cantautore alcuni straordinari musicisti, fra i quali i suoi figli: Cristiano, alla sua destra, incanta il pubblico con il violino, e Luvi, tra le voci femminili, interpreta soavemente la poesia in lingua Rom al termine di Khorakhané.

Un concerto indimenticabile, rimasto nel cuore di appassionati e fan. Un ricordo meraviglioso per chi era presente e vuole rivivere quelle emozioni, così come una straordinaria eredità per tutte le nuove generazioni, desiderose di conoscere meglio, come l’ha definito Fernanda Pivano, "il più grande poeta che l'Italia ha avuto negli ultimi 50 anni".


NOTE DI REGIA
 

C’è una forte e sotterranea “ragione personale” che mi lega alla figura di De André: una ragione evidente è che a Carloforte, isola di S. Pietro, da anni dirigo un Festival di Musica per cinema che abbiamo intitolato Creuza de Mà, in omaggio a Fabrizio De André, genovese di nascita e sardo d’adozione. E genovese e sarda è del resto anche Carloforte, fondata nel 1738 da una colonia di pescatori di Pegli. Nel 2009 per l’anniversario della scomparsa di Fabrizio De Andrè, abbiamo invitato un grande musicista, Mauro Pagani, collaboratore e coautore con De Andrè proprio di Creuza de Mà, proiettando il documentario RAI di Vittorio Nevano Creuza de Mà, su Fabrizio de André e Mauro Pagani, girato quasi totalmente proprio a Carloforte.

L’altra ragione è più laterale e privata: nel 1989 il mio primo film ambientato in Sardegna si chiamava Disamistade, come la famosa canzone dell’ultimo album di Fabrizio. E la colonna sonora è stata composta da Nicola Piovani (che ha collaborato anche con Fabrizio De André per Non al denaro non all’amore né al cielo e per Storia di un Impiegato).

La storia che voglio raccontare parla di De André, ma se ne discosta continuamente per parlare di “quello che rimane vivo” di De André, in un posto come l’Agnata, nella musica, nelle parole della gente che lo ha incontrato, per poco o molto, per l’arte della musica, o che semplicemente l’ha accompagnato nel quotidiano lavoro dell’azienda agricola, della vita trascorsa in questo angolo di mondo. Un film musicale che mette a fuoco il sentimento e l’emozione del paesaggio, poetico, riconducibile sempre alla musica re-interpretata oggi, in omaggio a De André, da artisti come Ornella Vanoni, Paolo Fresu, Morgan, Danilo Rea, Rita Marcotulli, Maria Pia de Vito, Lella Costa, Gian Maria Testa, Teresa De Sio e dal figlio Cristiano De Andrè: sulle ali del ricordo, che non vuole essere celebrazione ma ricordo vivo e attiva partecipazione.

Un documentario “dall’interno” che nasce dall’esigenza di raccontare il complesso rapporto, ad oggi solo sfiorato o talvolta trasfigurato in folklore, tra De André e un luogo speciale come l’Agnata e la Gallura. La Sardegna, con i suoi suoni, le musiche, la sua lingua, tutti temi contenuti nella “ricerca del mediterraneo”, che fanno da anima allo straordinario percorso artistico del cantautore genovese. Sarà come srotolare un filo rosso sottile, pieno d’amore, di gratitudine e di rimandi, che lega così indissolubilmente la figura di Fabrizio De André a questa terra. 

Il film contiene immagini d’archivio, fotografie e spezzoni di filmati che raccontano Fabrizio De André privato e intimo, così come il suo legame sempre più stretto con la Sardegna. Dalle rare immagini di repertorio che lo ritraggono all’Agnata, a foto e filmati familiari, che mettono in luce il suo essere sardo tra i sardi, la vita di un uomo che, smessi i panni del cantautore conosciuto da tutti, indossa quelli dell’allevatore e contadino; un’ansa di racconto, che toccherà un aspetto della storia della Sardegna negli anni ‘70, quando grandi cambiamenti socio-economici coinvolgono l’intera popolazione sarda. E infine un presente che va oltre il tempo perché si concentra sulla musica di Fabrizio, suonata oggi dai tanti musicisti che ogni anno all’Agnata, nel prato di fronte alla casa di Fabrizio De André, danno vita a concerti unplugged, che hanno il sapore di un raduno, di un ritrovarsi tra amici, per il piacere di cantare insieme le sue canzoni.

La ricerca di queste tracce di vita vissuta diventa allora il tema e la forma del film.  Questo film sarà l’occasione d’incontrare un Fabrizio De Andrè nuovo, intimo e “sardo”. Il film racconta una storia e un luogo a cui manca un pezzo, una lunga frequentazione che è durata oltre 27 anni, fino alla sua scomparsa, e che rivive oggi nel concerto omaggio in Agosto.