Il mondo fino in fondo

  • Regia: Alessandro Lunardelli
  • Genere: Commedia
  • Paese: Italia
  • Anno: 2013
  • Soggetto: Alessandro Lunardelli, Vanessa Picciarelli
  • Sceneggiatura: Alessandro Lunardelli, Vanessa Picciarelli
  • Fotografia: Maura Morales Bergmann (AIC)
  • Scenografia: Roberto De Angelis, Sebastian Munòz
  • Costumi: Cristina Audisio
  • Musiche: Pasquale Catalano
  • Montaggio: Alessandro Lunardelli, Cristiano Travaglioli (A.m.c.)
  • Ufficio stampa: VIC Communication
  • Produttori: Rita Rognoni
  • Una produzione: Pupkin Production, Rai Cinema con il contributo del MiBAC, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte
  • Distribuzione: Microcinema
  • Uscita in sala: 30 aprile 2014

Alice nella Città
FUORI CONCORSO - Opera Prima

Colore, 95 min.


REGIA


Alessandro Lunardelli
 

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SINOSSI

Davide e suo fratello Loris, vivono ad Agro, un paesino del nord Italia.  Figli di un industriale della zona, i due lavorano nella fabbrica di passamaneria di famiglia. Davide ha diciotto anni ed è gay, Loris ha quasi trent’anni e non ha idea che suo fratello sia omosessuale, per lui l’unica cosa che conta è il calcio, anzi, l’Inter. E’ proprio per seguire in trasferta la sua squadra del cuore che Loris chiede a Davide di andare con lui a Barcellona a vedere la partita. In Spagna, Davide conosce Andy, cileno ed ecologista convinto, di cui si invaghisce al primo sguardo; Andy invita Davide ad andare con lui a Santiago e il ragazzo non può fare a meno di seguirlo, abbagliato forse, dall’illusione di una fuga d’amore. Arrivato in Cile, Davide entra in contatto con un mondo a lui del tutto nuovo, fatto di lotte ecologiste e di attivisti a capo dei quali c’è Ana, l’ex-ragazza di Andy. Nonostante la delusione amorosa, Davide decide di rimanere a Santiago e di iniziare una nuova vita lontano dal provincialismo di Agro, ma non tutto va come previsto.


CAST


Filippo Scicchitano
Luca Marinelli
Barbora Bobulova
Camilla Filippi
Alfredo Castro
Manuela Martelli
Cesare Serra


NOTE DI REGIA
 

Ci sono luoghi che chiamano a sé in modo strano e irrituale. Ti mettono nel mirino e con il loro fascino,  svuotano lentamente ogni resistenza all’abbandono. Temo che a me e agli attori sia successo qualcosa di molto simile con la Patagonia cilena, uno dei pochi territori di frontiera ancor oggi esistenti.
 

Insieme alla sceneggiatrice, siamo partiti con l’obiettivo di raccontare i sentimenti e le passioni familiari in un paesino del nord Italia, un non-luogo chiamato Agro. Protagonisti sono i due fratelli Piovano, un diciottenne dallo sguardo vivo e dolente e un giovane industriale di provincia. Vivono confinati in un territorio  saldamente impermeabile, con abitanti sempre più attenti a evitare qualsivoglia eccesso e adulti sospettosi di ogni impulsività, ogni diversità, soprattutto sessuale.
 

Volevamo costruire una commedia e la cronaca ci metteva sotto gli occhi varie suggestioni: in “casa” si celebrava il calcio e l’anno magico dell’Inter con il suo triplete mentre in tutt'altra parte del mondo si tifava per la Conferenza sul clima di Copenaghen e, ad un'altra latitudine ancora, Camila Vallejo, una giovane studentessa cilena muoveva un’intera generazione alla ribellione finendo sulla copertina del Times.
 

Il legame di questi episodi con i nostri protagonisti era suggestivo ma era anche probabile che la Patagonia ci stesse lanciando sotto traccia i suoi incantesimi. Ci suggeriva di mandare i due fratelli in fuga, ci mostrava il divertimento di dirigerli in un luogo sperduto dove, come nella migliore tradizione del road movie, avevano la possibilità di nutrirsi di grandi illusioni e aspirare a grandi imprese.
 

“Se cambi la tua vita forse a qualcun altro verrà voglia di cambiare la sua” viene detto nel film al diciottenne Davide ed è grazie al suo istinto feroce, quasi fisico, che riuscirà a dare una direzione avventurosa al futuro,  cambiando non solo la sua vita ma anche quella di suo fratello.
 

Alessandro Lunardelli