School of Babel

  • Regia: Julie Bertucelli
  • Genere: Documentario
  • Paese: Francia
  • Anno: 2013
  • Soggetto: Julie Bertucelli
  • Sceneggiatura: -
  • Fotografia: Julie Bertucelli
  • Scenografia: -
  • Costumi: -
  • Musiche: Olivier Daviaud
  • Montaggio: Josiane Zardoya
  • Ufficio stampa: VIC Communication
  • Produttori: -
  • Una produzione: Les Films du Poisson & Sampek Productions (France) coproduzione Arte France Cinéma
  • Distribuzione: Pyramide Films
  • Uscita in sala: -

Alice nella Città
FUORI CONCORSO - In collaborazione con il Festival Internazionale del Film di Roma

Colore, 89 min.


REGIA


Julie Bertucelli 

 

SINOSSI
 

Sono tutti appena arrivati in Francia. Possono essere Irlandesi, Serbi, Brasiliani, Tunisini, Cinesi o Senegalesi. Questi giovani tra gli 11 ed i 15 anni si ritrovano insieme nella stessa classe in un Liceo parigino per imparare il francese. La regista Julie Bertuccelli segue i loro sforzi per apprendere la nuova lingua durante il corso dell’anno scolastico. In questa arena multiculturale, vediamo l’innocenza, l’entusiasmo ed i tumulti interiori di questi adolescenti, colti nel pieno del principio di una nuova vita. Questa visione sfida le idee preconcette a proposito della scuola, della religione e dell’integrazione e manda un messaggio pieno di speranza.
 

BIOGRAFIA DEL REGISTA


Figlia del regista Jean-Louis Bertuccelli, dopo aver frequentato il primo anno del biennio di preparazione al concorso per le Grandes Écoles di insegnamento letterario, si laurea in filosofia, prima di diventare una regista di documentari per gli Ateliers Varan nel 1993. Prima ancora di svolgere questo lavoro, però, si impegna come assistente regista, mestiere che pratica fin dal 1991, quando suo padre le chiede di supportarlo nella direzione di Aujourd'hui peut-être con Giulietta Masina. Divenuta aiuto regista anche di Otar Iosseliani, Krzysztof Kieslowski (in Film blu e in Film bianco), Bertrand Tavernier, Emmanuel Finkiel e Rithy Panh, finalmente si mette al lavoro come documentarista di successo, firmando per esempio Un monde en fusion (2001). Il debutto cinematografico come regista arriva invece nel 2003, quando dirige il suo primo lungometraggio a soggetto Da quando Otar è partito, vincitore della Semaine de la Critique a Cannes e all'interno del quale racconta in modo del tutto originale e leggero un tema amaro come quello del lutto. Conquistato anche il César per la migliore opera prima e sfiorata quella per la migliore sceneggiatura (firmata assieme a Roger Behbot e Bernard Renucci), ritorna al cinema nel 2010 con il familiare e australiano L'albero, liberamente tratto dalla favola "Padre nostro che sei nell'albero" di Judy Pascoe, dove si affronta ancora una volta il tema della morte di una persona vicina.